Concedersi di vivere
La porta è “Aperta”…sei tu che resti dentro
Angela De Mitro
Ci sono persone che esistono e persone che vivono. E spesso, sono le stesse. Non è una questione di vita piena o vuota: è una questione di permesso. Il permesso che ti dai di vivere davvero.
Perché la verità è più scomoda di quanto sembri: non sono gli altri a impedirci di vivere. Non è il lavoro, non è il contesto, non sono le responsabilità. I veri secondini siamo noi. Siamo noi quando rimaniamo dove non stiamo più bene, quando ci adattiamo per non rompere equilibri, quando scegliamo ciò che è sicuro invece di ciò che è vero. Senza accorgercene, costruiamo una cella perfetta: funzionale, ordinata, accettabile. Ma sempre una cella.
Ci insegnano a fare, a resistere, a essere forti, a non sbagliare e a tenere tutto sotto controllo. Così si impara a «funzionare», ma nel frattempo si smette di sentirsi. Si va avanti, giorno dopo giorno, facendo ciò che si deve, tenendosi in piedi. Ma non ci si concede più di scegliere davvero, di fermarsi, di cambiare, di desiderare qualcosa di diverso.
Allora succede qualcosa di sottile: non si sta male abbastanza per fermarsi, ma non si sta bene abbastanza per sentirsi vivi. Si resta lì, in mezzo, in una zona silenziosa e quasi impercettibile. Può accadere a chiunque, soprattutto a chi, fuori, sembra avere tutto sotto controllo.
Vivere davvero richiede una cosa che spaventa: smettere di proteggere la versione di sé che si conosce, per lasciare spazio a quella che si sente. È qui che si innesta il punto. Nel Metodo HPM™ non si tratta di «motivarsi a vivere di più». Si tratta di vedere le sbarre. Capire dove ci si sta trattenendo, dove ci si sta adattando, dove si sta scegliendo la sicurezza di ciò che si è costruito invece della propria verità interna. E da lì, fare un passo. Non enorme, ma reale.
Concedersi di vivere non è un atto emotivo: è una decisione. La decisione di aprire quella porta, anche quando siamo stati noi ad averla chiusa. Da quel momento tutto cambia direzione. Quando smetti di farti da prigione, inizi finalmente a sentirti libero. La libertà non si trova: si sceglie. Lì comprendi che non è la vita che manca; siamo noi che non ci concediamo.
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L’inganno della “Debolezza"Contatti
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