Angela De Mitro — logoAngela De MitroCoach e Master Trainer certificata HPM™
Appena sotto la superficie

La Consapevolezza del proprio “Valore"

Chi non si sente legittimato a esistere pienamente spesso diventa iperproduttivo

Angela De Mitro

C’è un equivoco che attraversa quasi ogni discorso sulla produttività: pensare che efficienza ed efficacia siano questioni di metodo. Non lo sono. Sono conseguenze.

L’efficienza ottimizza il come — tempo, energia, risorse. L’efficacia sceglie il cosa — l’obiettivo che vale davvero lo sforzo. Ma nessuna delle due nasce da sé: prima ancora di scegliere un metodo, qualcuno ha già deciso, spesso senza rendersene conto, se merita di ottenere quel risultato. È una decisione silenziosa, ed è lì che entra in gioco l’autostima — non come “sentirsi bene con sé stessi”, ma come il permesso interiore che una persona si dà di occupare spazio nel mondo.

Questo è il punto scomodo: si può essere estremamente efficienti proprio a causa di una bassa autostima, non nonostante essa. Chi non si sente legittimato a esistere pienamente spesso diventa iperproduttivo — accumula risultati come prova, come risarcimento, come tentativo di guadagnarsi un diritto che dovrebbe essere già suo. È un’efficienza che corre per compensare, non per costruire. E l’efficacia si deforma: il risultato raggiunto non basta mai, perché non era mai davvero l’obiettivo — era la prova che si cercava.

Nel modello HPM le energie fisiche e le energie mentali sono la batteria che alimenta tutto il resto — competenze, comportamenti, risultati.

Ma quando questa energia si costruisce su un’autostima condizionata — dipendente dal risultato — ogni fallimento smette di essere un semplice errore da correggere e diventa una minaccia all’identità. L’efficienza allora non è più uno strumento, ma una difesa. L’efficacia non è più una direzione, ma un’urgenza.

Cosa cambia con un’autostima non condizionata? Non diventa tutto più facile, e non si smette di desiderare risultati importanti. Cambia il motivo per cui li si desidera.

Una persona con un’autostima solida può fallire un progetto e restare intera: il fallimento riguarda quel progetto, non il suo valore come persona.

Può fermarsi, correggere, ripartire — senza che ogni pausa sembri una sconfitta esistenziale. E soprattutto, smette di rincorrere risultati per zittire un dubbio su di sé: li persegue perché appartengono davvero al proprio disegno, non perché servono a dimostrare qualcosa a qualcuno — nemmeno a sé stessa.

Alla radice di tutto questo c’è la consapevolezza del proprio valore: sapere, con chiarezza, cosa si vale a prescindere da ciò che si produce. Non è una sensazione vaga di autostima, ma una conoscenza precisa di sé, costruita nel tempo, che non ha bisogno di conferme esterne per reggere. Efficienza ed efficacia, da sole, non possono mai costruire questa conoscenza: nessun metodo, per quanto perfetto, risponde a una domanda di valore rimasta senza risposta. Solo la consapevolezza del proprio valore può farlo. E quando lo fa, efficienza ed efficacia smettono di essere un affanno e tornano a essere quello che dovrebbero sempre essere: conseguenze naturali di una direzione scelta liberamente.

La tua vita non deve essere un adattamento al mondo, ma un’opera d’arte che lo trasforma

Contatti

Una domanda per te

La vita che stai difendendo… è davvero quella che vuoi?

Nessuna risposta da dare, solo una traccia di te se desideri condividerla.

Richiedi un colloquio conoscitivo